ATTENZIONE! QUESTA NON E' UN'ANIMAZIONE!
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2 gennaio 2012
22 novembre 2011
Chi lo riconosce?
qui lo potete vedere qualche mese dopo....
Anche se a prima vista somiglia ad un canguro, è un wallaby: la
differenza principale sta nelle sue dimensioni, intorno al metro o poco più
14 ottobre 2011
12 aprile 2011
Dal lupo al cane

Un lupo che ulula alla Luna sembra il simbolo stesso della vita selvaggia, e certo appare ben diverso da un vaporoso barboncino da salotto. Eppure il lupo ed il cane sono uniti da un filo invisibile: quello dell’addomesticamento e della creazione di razze canine, che ha permesso a un antico lupo di trasformarsi nel più fedele “amico dell’uomo”. Quando l’uomo da nomade divenne sedentario e cominciò a coltivare la terra e ad allevare animali, circa 10.000 anni fa, il cane fu usato per fare la guardia alle case e al bestiame. In tutte le civiltà antiche, dalla Mesopotamia all’antico Egitto, dai greci ai romani, il cane è presente come fidato animale che accompagna l’uomo a caccia e in guerra. I soldati sumeri lanciavano i mastini all’inseguimento dei nemici. E c’è da credere che quelli fuggissero a gambe levate!
11 dicembre 2010
Storia di una farfalla
Risultato: gli individui di Biston Melanica divennero comuni tanto che già nel 1898 la percentuale della Biston melaniche nei dintorni di Manchester era salita al 90%. Questo fenomeno chiamato melanismo industriale, è stato descritto per numerose specie di farfalle, coleotteri ed altri insetti.
La storia della Biston betularia è una storia che si potrebbe definire a lieto fine. I dintorni di Londra infatti non sono più inquinati come qualche decennio fa a causa dei provvedimenti anti-inquinamento adottati: oggi i tronchi degli alberi sono di nuovo grigio – chiari e la situazione anche dal punto di vista degli insetti, è di nuovo simile a quella di un secolo e mezzo fa.
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21 novembre 2010
E' stato scoperto da un team di astronomi europei un pianeta al di fuori del nostro Sistema solare, che rappresenterebbe anche il primo caso conosciuto di "immigrazione" galattica. La stella attorno cui ruota il pianeta, grande 1,25 volte il nostro gigantesco Giove, proverrebbe infatti da un'altra galassia nana, inglobata nella nostra Via Lattea circa 6 miliardi di anni fa. La scoperta è stata annunciata qualche sera fa su Science Express, una quotata rivista scientifica del settore, e preceduta da una conferenza stampa. «Siamo entusiasti di questa scoperta- ha detto Rainer Klement del Max Planck Institut fur Astronomie - ovviamente è impossibile studiare pianeti in altre galassie, per le enormi distanze coinvolte; questa rappresenta quindi una occasione unica per osservarne uno e speriamo in futuro di poterne trovare altri in quella zona». La stella dista da noi solo 2.000 anni luce e sarebbe negli stati finali della sua esistenza, quando è previsto che stelle come il Sole si dilatino enormemente fino a inglobare anche tutto il loro sistema solare. Il pianeta sarebbe quindi non solo un "intruso" celeste, ma anche un sopravvissuto alla catastrofe finale.17 novembre 2010
I funghi del giardino di Nicolò
Ecco qui le foto dei funghi cresciuti nel mio giardino. Oltre che carini sono stati anche molto buoni! ...
Qui a sinistra si vedono i morsi di un ospite misterioso...
Nicolò
Qui a sinistra si vedono i morsi di un ospite misterioso...
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6 giugno 2010
Mostri marini...
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25 aprile 2010
UNA MERAVIGLIA DELLA NATURA!
Oggi conosceremo il metodo di riproduzione di una specie di rana chiamata Rheobatrachus silus. Le femmine ingoiano le uova dopo la fecondazione, non per mangiarle ma per proteggerle. I girini che nascono rimangono nello stomaco dove crescono per le prime sei settimane dopo la nascita. Come è possibile che essi possano rimanere nello stomaco della madre così a lungo senza essere digeriti? La femmina smette di nutrirsi per quelle sei settimane, in questo modo lo stomaco è riservato solo ai girini. Un altro pericolo, però, è il rilascio regolare di acido cloridrico e di pepsina nello stomaco. Queste sostanze di norma ucciderebbero la prole rapidamente. Ciò, però, è evitato perchè i liquidi nello stomaco della madre vengono neutralizzati da una sostanza simile a un ormone, la prostaglandina E2, che è secreta, ossia prodotta, prima dalle uova e poi dai girini. Quindi, la prole cresce in salute, anche se nuota in una piscina di acido!
Come fanno a nutrirsi i girini all'interno di uno stomaco vuoto? Le uova di questa specie sono molto più grandi di quelle delle altre e contengono un tuorlo molto ricco di proteine, sufficiente per nutrire i girini per sei settimane. Al momento della nascita l'esofago della femmina della rana si dilata. Una volta che i piccoli sono nati, sia l'esofago che lo stomaco tornano normali, e la madre inizia a mangiare di nuovo (finalmente!...)
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31 marzo 2010
CHI LO RICONOSCE?
Vi assicuro che non si tratta di un pupazzo di peluche: chi di voi sa dirmi qualcosa di questo animale!
So che ce la potete fare...
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21 febbraio 2010
Il cuculo: un uccello fuori dal comune...
Il suo richiamo è inconfondibile: è il Cuculo (nome scientifico: Cuculus canorus). Torna, dopo aver trascorso l’inverno nelle foreste tropicali dell’Africa.Il Cuculo è un uccello dal comportamento molto originale, soprattutto per quel che concerne l’allevamento della prole: preferisce delegare ad altri il compito di nutrire ed allevare i suoi piccoli. Come ci riesce? La femmina del Cuculo osserva attentamente le coppie di uccelli della specie-ospite indaffarate a costruire i nidi e – individuato il momento di posa delle uova – vi depone il proprio, eliminando un uovo della coppia ospite.
Tra le specie che vengono "parassitate" ci sono ad esempio Codirosso, Cannaiola e Sterpazzola. In un paio di giorni la femmina di Cucuolo ripete questa operazione per 15 – 20 volte, in altrettanti nidi di altrettante coppie: la femmina del cuculo è "specializzata" nel produrre uova molto simili come colore e dimensioni alle uova della specie ospitante.
Ogni piccolo di Cuculo, appena uscito dal guscio, cieco ed implume, si libera dei “fratellastri” (uova e piccoli) caricandoseli sulle spalle e gettandoli fuori dal nido. proprio come si vede nella foto qui sotto. Rimasto solo, avrà tutta l’attenzione dei genitori adottivi, ignari di quello che ha orchestrato in loro assenza quell’esserino pigolante. Spesso questi piccolo in breve tempo diventeranno molto più grandi del loro genitori adottivi. I giovani cuculi diventano indipendenti a fine estate. È proprio in quel momento che, grazie all'istinto, partiranno e raggiungeranno le foreste tropicali africane, per svernarvi come i loro genitori biologici. Qui potrai vedere in un video-documento straordinario i cuculi nel loro habitat.
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23 gennaio 2010
Adattamenti ad un ambiente estremo!
Il deserto è uno degli ambienti più ostili della Terra: fa molto caldo di giorno, si arriva a 60°C, ma fa anche freddo: la notte, in inverno, si può arrivare a -45°C, ci sono cioè grandi escursioni termiche e manca l'acqua. Negli ambienti in cui manca l'acqua non c'è vegetazione nè animali, eppure anche in un habitat tanto difficile ci sono forme di vita che si sono adattate: i camelidi sono sicuramente tra queste. Una cosa che al cammello riesce benissimo è risparmiare acqua: perde solo 1,3 litri di acqua al giorno con le feci (una mucca ne perde una trentina!). Inoltre i cammelli sudano pochissimo perchè possono adattare la loro temperatura corporea a quella esterna, facendola oscillare tra i 34°C e i 42°C, senza effetti dannosi. Un altro mammifero non potrebbe sopportare nè sbalzi così ampi (noi umani con una variazione di solo 1°C stiamo piuttosto male!), nè temperature corporee così alte: il cervello ne risentirebbe troppo. I cammelli hanno invece un sistema che permette loro di raffreddare il sangue diretto alla testa.Grazie a questi adattamenti questi animali possono resistere fino ad un mese senza bere, anche perchè riescono a ricavare acqua metabolizzando, ossia trasformando, il grasso che conservano nelle gobbe, ognuna delle quali può arrivare a contenere oltre 10 kg di grasso. I cammelli non solo sopportano bene la carenza d'acqua, ma quando ne hanno a disposizione approfittano per reintegrare immediatamente le riserve, in soli 3 minuti bevono 200 litri d'acqua! Qualsiasi altro animale subirebbe uno shock bevendo tanta acqua in così poco tempo: le cellule, soprattutto i globuli rossi scoppierebbero con le gravi conseguenze facilmente immaginabili. I globuli rossi dei cammelli sono invece ovoidali (invece che tondi), molto resistenti e non subiscono alterazioni.
Trovare acqua nel deserto è difficile, ma trovare cibo non è poi molto più semplice. Per questo motivo i cammeli sono dotati delle gobbe in cui accumulano grandi riserve di grasso che potrà essere loro utile nei periodi in cui il cibo scarseggia. E' necessario approfittare di foglie ed erba quando sono disponibili, mangiandone il più possibile e accumulando preziosa energia che sarà utile in futuro. Anche in mezzo ad una tempesta di sabbia i camelidi dispongono di adeguate difese: il naso può serrarsi completamente (vedi foto), le orecchie sono piccole e sono munite di lunghi e folti peli, analogamente gli occhi hanno lunghe e fitte ciglia come protezione dalla sabbia.
19 gennaio 2010
Il calabrone
Il calabrone è il più grosso Vespide europeo. Con il termine calabrone vengono spesso erroneamente identificati l'ape legnaiuola e il bombo terrestre. È volgarmente chiamato ammazzacavalli, in Toscana, perchè si pensa che la puntura di un certo numero di insetti possa uccidere un cavallo. L'adulto è glabro, ossia non ha peluria, è di colore bruno rossiccio con macchie e strisce gialle, di grandezza variabile a seconda della sottospecie. La femmina può raggiungere i cinque centimetri di lunghezza, mentre maschio e operaie misurano 2-2,5 cm. Il sesso femminile è dotato di pungiglione, le cui punture sono molto fastidiose, talvolta mortali per l'uomo. I calabroni vivono in nidi esternamente a forma di sfera, costruiti con legno impastato alla loro saliva. Le colonie sono costituite da circa 30-40 esemplari.16 gennaio 2010
Il lupo
Il lupo appartiene alla famiglia dei Canidi, carnivori simili ai cani. Tra i canidi il lupo è il più grande come dimensioni: lunghezza tra i 130 e i 160 cm., altezza tra gli 80 e i 110 cm. Il colore del suo mantello varia dall’età e dalle stagioni; generalmente grigio-giallastro o marrone-rossiccio. Il lupo presenta una dentatura caratterizzata da canini affilati, lunghi e ricurvi verso l’interno. Questo animale raggiunge al massimo i 10 anni di vita in libertà e i 17 in cattività. Il peso del lupo varia geograficamente; in media il peso per il lupo eurasiatico è di 38.5 kg, per il lupo nord americano è di 36 Kg, per il lupo indiano e il lupo arabo è di 25 Kg, anche se - raramente - sono stati identificati, in Alaska e Canada, alcuni esemplari dal peso superiore ai 77 kg. Un esemplare selvatico, ucciso nel 1939 in Alaska, raggiungeva il peso record di 80 kg.La fronte è ampia, le mandibole particolarmente robuste, gli occhi sono chiari, generalmente di colore diverso e dal taglio leggermente obliquo. La mascherina facciale di un lupo adulto si estende intorno alle labbra inferiori e superiori ed è di colore bianco-crema, mentre negli individui giovani può essere incompleta oppure scura in prossimità del muso. Le orecchie hanno generalmente un’attaccatura più laterale e sono più lunghe e larghe. Solitamente non le porta mai flosce e calate lungo i lati della testa, bensì le tiene in posizione eretta lungo il profilo della testa. Il pelo ha sempre una colorazione varia che comprende colori dal marrone antracite al marrone chiaro; ma anche nero, beige, bianco o fulvo. Sul dorso la colorazione è beige con punte nere, sulla parte superiore delle zampe anteriori vi è spesso una vistosa striscia nera e infine il torace è quasi sempre marrone chiaro. Molto vorace, appartiene all’ordine dei carnivori ed è detto superpredatore perchè si nutre di altri carnivori.
Il lupo vive in branco, con una struttura sociale fortemente gerarchica, il branco è guidato da due individui che stanno alla punta della piramide sociale, il maschio alfa e la femmina alfa. La coppia alfa (di cui solo uno dei due componenti può essere il "capo") possiede più libertà rispetto al resto del branco, anche se i due non sono capi nel senso umano del termine: gli individui alfa non impartiscono ordini agli altri lupi; bensì, possiedono la libertà di scegliere cosa fare, quando farlo, dove andare, quando andare. Il resto del branco, che possiede un forte senso della collettività, solitamente li segue.
Anche se la maggior parte delle coppie alfa è monogama, ci possono essere alcune eccezioni: un individuo alfa può preferire l'accoppiamento con un lupo di importanza minore nella scala sociale, in particolare se possiede legami di parentela molto vicini con l'altro alfa (fratello o sorella, ad esempio). Si è osservato che se un esemplare Alfa muore, il compagno o la compagna spesso non forma una nuova coppia con un altro soggetto, ma rimane da solo a guidare il branco. Tuttavia a volte può succedere che il lupo o la lupa vedova prendano un nuovo compagno.
Solitamente, solo la coppia alfa è in grado di crescere una cucciolata, gli altri lupi del branco possono allevare, ma, di solito, non possiedono le risorse necessarie a portare i cuccioli alla maturità. Tutti i lupi del branco assistono la crescita dei cuccioli. I piccoli, quando diventano adulti, possono scegliere se rimanere all'interno del branco e aiutare ad allevare i nuovi nati, opzione, di solito scelta da alcune femmine, oppure, disperdersi, scelta presa in considerazione più che altro dai maschi.
Un nuovo branco si forma quando un esemplare abbandona il suo branco di nascita e rivendica un suo territorio. I lupi solitari possono viaggiare in cerca di altri indivdui anche per distanze molto lunghe. Gli individui che si disperdono devono evitare i territori di altri lupi perché gli intrusi su territori già occupati vengono cacciati via o uccisi.
I branchi di lupi cacciano in maniera cooperativa qualunque grande erbivoro si trovi nel loro territorio, questo significa che le loro tecniche di caccia prevedono che i diversi individui abbiano ruoli diversi ma tutti indispensabili per il buon esito della caccia, invece gli esemplari solitari si limitano alla caccia di prede piccole perché incapaci d'attaccare animali di grandi dimensioni. Attraverso una stretta cooperazione, un branco di lupi è capace di inseguire una grande preda per alcune ore prima di arrendersi, sebbene il tasso di successo di questo tipo di caccia sia molto basso. I lupi solitari, invece, dipendono dalle piccole prede: i lupi le catturano lanciandosi addosso a quest'ultime e bloccandole al terreno con le zampe anteriori, una tecnica condivisa da quasi tutti i canidi come volpi e coyote. Spesso prede dei lupi sono alci, caribù, cervi e altri grandi ungulati ma cacciano anche roditori e piccoli animali, seppure in maniera limitata, poiché un lupo in media necessita per sopravvivere, dai 1,3 ai 4,5 kg di carne al giorno. I lupi non hanno la possibilità di mangiare ogni giorno, così, quando ne hanno la possibilità, arrivano ad ingurgitare anche 9 kg di carne.
Quando cacciano prede molto grandi, i lupi attaccano da tutte le direzioni, puntando specialmente al collo ed alle parti laterali dell'animale. Normalmente, le prede sono animali troppo anziani, feriti, o troppo giovani; tuttavia, anche animali sani possono occasionalmente soccombere.
L’habitat preferito dal lupo è caratterizzato da aree forestali di pianura, foreste montane e radure. Oggi è diffuso soprattutto nelle regioni più remote dell'emisfero boreale.
Un lupo ha mediamente un territorio di caccia di 100 km². Per trovare cibo a sufficienza in un territorio inospitale o deserto, un branco può arrivare ad occupare un territorio di 2500 km.
14 gennaio 2010
IL CAVALLUCCIO MARINO
Il cavalluccio marino è un pesce d'acqua salata appartenente alla famiglia Syngnathidae. Mar Mediterraneo, Oceano Atlantico orientale dal Golfo di Guinea, Isole Canarie fino alle Isole britanniche meridionali. Spesso reperibile intorno ai 10 metri di profondità, in prossimità di alghe o di Posidonia oceanica a cui si appiglia con la coda. Corpo di colore giallo, talvolta rosso, grigio o marrone. Capo appuntito, piuttosto corto. Non ha escrescenze sul corpo, tipiche di altre specie dello stesso genere, come lo Hippocampus guttulatus. È dotato della pinna dorsale e delle pinne pettorali, poco sviluppate. Si nutrono di piccoli crostacei. È una specie ovovivipara. La femmina, dopo la fecondazione, depone le uova nella tasca posta sul ventre del maschio. A differenza dello H. guttulatus i due sessi non si trattengono, durante l'accoppiamento, avvolgendo la coda.12 gennaio 2010
Un abitante dei poli
Le Foche sono una famiglia di mammiferi carnivori marini appartenenti alla superfamiglia dei Pinnipedi. Le foche vivono lungo le coste dei mari ghiacciati, freddi e temperati, solo poche specie nei mari caldi e nei laghi (mar Caspio, lago Bajkal e lago d'Aral). Le foche sono oggetto di feroce caccia per il grasso e, i cuccioli, per la pelle utilizzata dall'industria conciaria. Le foche sono mammiferi adattati alla vita acquatica, con un corpo allungato, irregolarmente cilindrico, rivestito da uno spesso strato adiposo ricoperto da un fitto pelo corto, vellutato, impermeabile all'acqua. Hanno la testa piccola e leggermente appiattita ed orecchie prive di padiglione auricolare esterno. Per favorire la progressione in acqua, i loro capezzoli sono retrattili, i loro testicoli sono interni e il loro pene è situato in una guaina interna. Il muso è provvisto di alcuni baffi lunghi e robusti detti vibrisse. Gli arti anteriori sono trasformati in pinne mentre quelli posteriori costituiscono un'unica pinna posteriore.
3 gennaio 2010
Curiosità per zoofili...
Ho trovato in internet e selezionato per voi queste curiosità del mondo animale.
In uno studio eseguito su struzzi, durato più di ottanta anni, non si è mai osservato uno struzzo mettere la testa nella sabbia.
Le stelle marine non hanno cervello. Ciò nonostante sono dotate della grandiosa capacità di rigenerarsi completamente: da un solo braccio spezzato, l’animale riesce a costruire nuovamente l’intero corpo
Una formica può alzare cinquanta volte il suo peso, può trascinare trenta volte il suo peso e
casca sempre alla sua destra se avvelenata.
La zanzara riesce a avvertire il ronzio di una sua partner anche da una lontananza di alcune centinaia di metri, e anche se vi sono frastuoni o vento forte.
La vista del gatto nel buio è almeno sei volte maggiore a quella dell’uomo.
I maiali non sono capaci fisicamente guardare il cielo
Un pesce gatto , nella foto, ha più di ventisettemila papille gustative.
Una pulce può spiccare un salto a una lontananza pari a 350 volte la ampiezza del suo corpo. E’ come se un uomo potesse balzare da un capo all’altro di un campo di calcio.
Uno scarafaggio privato del capo sopravvive nove giorni prima di cessare di vivere.
Le farfalle sentono i sapori con i piedi.
L’occhio dello struzzo è più grande del suo cervello.
Il cuore di un gamberetto è nel capo.
Il picchio, pur martellando il becco come un picchiotto pneumatico, non patisce il mal di testa, madre natura lo ha provvisto di un osso poroso che attenua i colpi.
Una pecora può identificare cinquanta volti di altre pecore, più dieci volti di uomini
La chiocciola di giardino ha una velocità di cinquanta metri orari, ma ve ne sono certe specie che non superano i sessanta cm all'ora.
I ratti si accrescono così rapidamente che, in soli diciotto mesi, una coppia può avere più di un milione di discendenti.
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14 dicembre 2009
Un esagono su Saturno
12 dicembre 2009
28 novembre 2009
Un meteorite cade in Sud Africa
Incollo il link che vi permetterà di vedere il video dell'impatto di un meteorite ripreso in Sud Africa il 21/11/2009
http://www.youtube.com/watch?v=AFNG73R5y8s
P.S. L'audio è acceso?...
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