laboratorio
"PREDE E PREDATORI"
| la classe con la guida Natalia Turbacci |
LE MIE CONSIDERAZIONI: ritengo che questa uscita didattica sia stata molto interessante e coinvolgente ed ha attirato moltissimo la mia attenzione.
Blog collettivo del corso D della scuola sec. di 1° grado "V. Alfieri"-Foggia
| la classe con la guida Natalia Turbacci |
Conclusione: L’osservazione ci permette di vedere le cellule della cipolla disposte come nell'immagine: la forma è squadrata, le cellule sono unite come le mattonelle di un pavimento e in ognuna di esse è evidente il nucleo perché è un po' più colorato rispetto alle altre parti della cellula.
Oggi la coltivazione dei funghi è molto diffusa, e, per quanto riguarda alcune specie mangerecce, non richiede spazio eccessivo o particolari abilità. I funghi fanno parte di uno dei cinque regni, quello dei funghi, appunti; i funghi hanno origine da spore minuscole, di dimensioni non percepibili dall'occhio umano; da tali spore hanno origine le ife, simili a piccole radici che si sviluppano nel terreno, dette anche micelio. Quando il clima è umido e fresco dalle ife si sviluppa il corpo fruttifero, quello che noi chiamiamo fungo. Alcuni funghi si sviluppano come parassiti, è evidente questo comportamento sul fusto di alberi ricoperti da larghe popolazioni di funghi disposti a ventaglio, tipicamente presenti sui pioppi. I funghi vengono coltivati in balle di fieno, terriccio e letame. Spesso in commercio si possono trovare anche balle per la coltivazione dei funghi già seminate.
Per permettere alle ife di svilupparsi lungo tutta la balla di fieno e dare origine ai funghi è importante però riportare il substrato alle condizioni ideali di sviluppo dei funghi: di fondamentale importanza è a questo punto l'umidità. Così come nel bosco, anche nella nostra coltivazione di funghi l'umidità deve essere costante ed elevata; inoltre, così come nel bosco, i funghi prediligono posizioni ombreggiate e fresche.
Quindi riponiamo la balla inseminata con il micelio in un luogo riparato, non troppo freddo, e manteniamola umida, non inzuppata d'acqua, ma con umidità elevata; quando cominciamo a vedere i primi funghi di piccole dimensioni spostiamo la coltivazione in luogo più fresco, come ad esempio in un angolo riparato della cantina o del garage.
Proprio per approfondire questo argomento, abbiamo acquistato una balla di funghi Cardarelli (Pleurotus eryngii). Questi funghi non sono velenosi, bensì commestibili e la prossima settimana proveremo a farli crescere nella nostra classe.
La Rosa di Jericho appartiene ad una categoria di piante d’origine desertica, dette piante della resurrezione, che per le loro caratteristiche si chiudono a riccio quando sono private d’acqua e si aprono e rinverdiscono quando vengono dissetate. Potrà essere collocata in casa e sarà utile per assorbire il fumo e profumare l’aria. Come fiorisce: Si posa la base della pianta in 1/2cm d’acqua fredda, tiepida o anche calda, la temperatura ne determinerà la tonalità di verde; i rametti e le foglie, dapprima secchi, rivivranno in breve ridiventando verdi. È necessario rispettare il ciclo della pianta non lasciandola in acqua per più di 2 o 3 giorni consecutivi, controllando che l’acqua sia sufficiente ad irrorarne le radici per favorire il completo sviluppo e si lascia quindi asciugare la Rosa non aggiungendo più acqua; essa si seccherà completamente, avvolgendosi nuovamente su se stessa, tornando al suo stato quiescente. Si attenderà almeno altri 15-20 giorni prima di rimetterla in acqua oppure la si terrà disidratata per un lungo periodo; il suo adattamento estremo alla sopravvivenza in ambienti aridi, infatti, le consente di vivere privata di acqua e terra per anni. La Rosa di Jericho è originaria della Terra Santa; portata in Europa dai crociati e dai pellegrini è accompagnata da innumerevoli leggende affascinanti. La più diffusa narra che la Vergine Maria sulla strada di Nazareth si dissetò con l’acqua racchiusa nel cuore della Rosa e, grata alla pianta, la rese immortale.